Gianni Sartori è uno degli animatori del Centro Studi Dialogo, un punto di incontro e dialogo fra tutte le persone che si interessano di terre e di popoli, auspicando un cambiamento delle istituzioni continentali. Scrive anche per il giornale on line “Osservatorio repressione”, per la rivista “Etnie”, per il settimanale “Riforma”, per “Quaderni vicentini”, collabora con “Ristretti” e per molte altre testate presenti nel web con invariata passione politica sempre schierato dalla parte delle comunità oppresse e perseguitate, quelle minoranze etnolinguistiche rappresentate dai movimenti che ne chiedono la tutela o l’autodeterminazione (curdi, palestinesi, azawad, baschi… indigeni del Cauca). In passato può vantare assidue collaborazioni con “Frigidaire”, “Germinal”, “Rivista anarchica”.

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L'indipendenza e autodeterminazione dei popoli del Fezzan e della Nigeria passa attraverso la collaborazione tra tuareg e tebu, ma anche contro il neocolonialismo occidentale, soprattutto francese, che mira a controllare oro, uranio, petrolio, acqua e vuole imporre la sua presenza militare attraverso missioni Onu con il pretesto di combattere il jihadismo, con cui brevemente e riconoscendo l'errore il popolo azawad si era alleato nel 2013