Mesopotamia

Mesopotamia

«Tra i due fiumi» all’origine della civiltà eurasiatica che han svolto funzioni di comunicazione, scambio di culture e merci: Tigri ed Eufrate. Con la loro portata capaci di evocare opulenza, rigogliosità, possibilità di sviluppo; da sempre oggetto di contesa, occupazione, colonialismo, ma anche di coesione, confederalismo, intercultura. Terra di mercati e vie di comunicazione tra Mediterraneo e Golfo Persico, chiusa tra l’Anatolia dei monti Taurus che la dividono dal Mar Nero e i monti Zagros del mondo persiano verso il Caspio e a sud il deserto del Nefoud da solcare, cercando il Mar Rosso. Tutte civiltà da cui farsi attraversare… ma lo Shatt al-Arab è ormai un acquitrino troppo attinto a monte.

L’equilibrista di Ankara sul filo del conflitto mediorientale

Murat Cinar
Le mosse strategiche nella regione Mena sono diventate più frenetiche…
©OdaTv

L’utile curdo per il regime turco

Murat Cinar
«Apparato operativo dei poteri globali», così la asservita…
Ritorno agli accordi prima delle Primavere

Caro fratello Assad, ti va un panino insieme?!

Murat Cinar
Il 28 dicembre si è svolto a Mosca un vertice a tre con la partecipazione…
una mobilitazione costante in IraqMelih Cevdet Teksen / Shutterstock

n. 9 Iraq: Il Destino comune dei paesi mesopotamici. (I) La fine dello stato e il settarismo

Fabiana Triburgo
Lo spazio dedicato alla sezione irachena non a caso cade a ridosso…
il clan al Assad

n. 8 – Siria (III): il clan al-Assad e la Guerra civile

Fabiana Triburgo
Nella serie di articoli dedicati alle rotte mediorientali della…
gsafarek

n. 8 – Siria (II): la Primavera e le “tre Sirie”

Fabiana Triburgo
Nella serie di articoli dedicati alle rotte mediorientali della…
Terre (r)esistentiZhou Ruizhuang, UC San Diego Library

Terre (r)esistenti

il proliferare di milizie

La mezzaluna sciita si dissemina per raccogliere la svolta di Biden

Lorenzo Forlani
Il nastro si riavvolge riproponendo attentati Venerdì 22 gennaio,…
Le vie del controlloEric Salerno

Antiche strade che decidono il destino

Eric Salerno
Alto è sicurezza. Alto è potere. Alto domina il paesaggio e…
Iraq: la rabbia dei giovani

Iraq: la rabbia dei giovani non si ferma con i proiettili

Kamal Chomani
L’anno scorso migliaia di iracheni scesero in strada per protestare…
La sfida anarchica nel RojavaKamal Chomani

La sfida dei curdi è una sfida per l'umanità

Gianni Sartori
Prendiamola larga. Riguardo all'annoso dilemma se sia nato prima…
Segnali di fumo dal Bosforo a Washington

Segnali di fumo dal Bosforo a Washington

Murat Cinar, OGzero
Annusate le possibilità di nuove concessioni con il cambio della…
Affari e traffici d'armi©Leolintang

Un complesso militar-industriale rinnovato e senza remore

Eric Salerno
A volte ritornano... le tangenti Lockheed Guerra e Pace. Pace…
Batteria di missili S-400 in Turchia© Yuri Tuchkov

Turchia: cosa bolle in pentola con i missili S-400?

Gianni Sartori
Russia e Turchia sono potenze grandi o regionali? A voler trovare…
Mosaico di Madaba in Giordania

Considerazioni sul Libano che vanno oltre il Libano

Eric Salerno
Archiviare i rapporti di forza coloniali in questo periodo di nazionalismi esasperati può ricondurre a modelli vecchi di secoli, anziché soddisfare le richieste di emancipazione dei popoli repressi: l'impero ottomano e quello russo tentano di ricreare le antiche sfere di influenza.
Chabar, porto internazionale sul golfo

L’Iran da Astana all’Eurasia

Marina Forti
Massima pressione americana e scenario multilaterale regionale È…
Il mare di Astana: il Mediterraneo

L’attivismo di Erdoğan concepito al Cremlino

Murat Cinar
Le strategie parallele russo-turche per l'indipendenza ottomana dagli Usa porta alle intese di Astana per spartirsi energia e controllo sullo scacchiere mediterraneo

La Russia e il Medio Oriente

Mattia Bernardo Bagnoli
Da zar a raiss. La tentazione di esagerare, quando si affronta…

Oltre il califfato

Alberto Negri
«Gli arabi, i nostri vicini, ci hanno pugnalato alle spalle»,…

Il fiume e il suo avvocato difensore

Deniz Yücel
La Valle del Munzur appartiene, senza esagerazioni, alle…

Oil exploitation in Kurdistan

Kamal Chomani
The KRG oil policies eventually became curse for the people…
Pozzi petroliferi di Tawke, Kurdistan iracheno occidentale

Nazionalismo petrolifero e dubaizzazione

Kamal Chomani
Fino al 2005 il nazionalismo curdo traeva fonte d’ispirazione…
Testimoni arrampicati ad assistere alla spartizione del mondo

Questioni dottrinarie in Medio Oriente

Alberto Negri
Ma come avevano reagito gli sceicchi alauiti all’abbraccio…

La decurdizzazione del Nordest siriano

Murat Cinar, OGzero
La deportazione dalla Turchia dei rifugiati siriani curdi in…

Lo sciismo nella terra dei due fiumi

Alberto Negri
Questo era il mondo nella Qom dell’imam Musa al-Sadr,…

Kobane calling

Murat Cinar
Mentre il conflitto tra le forze politiche, economiche…
Testimoni arrampicati ad assistere alla spartizione del mondo

Il confederalismo democratico e l'ossessione anticurda della Turchia

Giovanni Caputo
Forze in campo e alleanze geopolitiche: combattenti o terroristi? Daesh…

Rivalità e sangue tra etnie curde nella politica irachena

Kamal Chomani
Totalitarismo, democrazia e federalismo  In…

Attivismo turco nel mondo arabo: una partita energetica e strategica

Alberto Negri
All'arabizzazione forzata del Rojava negli intenti di Erdoğan, attivo anche in Libia, si contrappongono le affermazioni di Bashar al Assad, che lo giudica un invasore, forse pensando che il padre Hafiz aveva già operato un'arabizzazione della regione ai danni dei curdi; la spartizione della Siria con la fine del decennio si è completata, mentre due fazioni simili si contendono il potere in quella che era la Libia, di nuovo internazionalizzando la guerra per procura, con precisi appoggi dagli uni o dagli altri. La presenza russa condiziona e indirizza i protagonisti di entrambi i campi libici, come già in Siria. L’accordo intercorso tra Erdoğan e Serraj per spartirsi il petrolio del Mediterraneo e le minime reazioni internazionali a questo abuso dimostrano la dipendenza di ogni nazione dalle risorse dei territori sottoposti a rivolgimenti geopoliticamente strategici, per cui ciascuno si mantiene libero di saltare sul giacimento del vincitore; solo la Grecia ha espulso l’ambasciatore turco, evidenziando la debolezza europea. Ma cosa si può immaginare in trasparenza dietro a questa situazione? in quale contesto dei due paesi si va a inserire? Questo bel cortocircuito che coinvolge l’intero scacchiere mediorientale vede sempre in controluce il profilo di Putin, che spedisce truppe (il famigerato contingente paramilitare Wagner) e smuove alleanze contrapposte. Allargando il campo ai molti motivi di scontro, alleanze e affinità religiose (piegate a fare da foglia di fico per gli interessi geopolitici): se da un lato ci sono i Fratelli Musulmani, che Erdoğan appoggia dovunque, dall’altro lato c’è l’Egitto di Al-Sisi che con un golpe ha cacciato proprio il governo islamista eletto che sostiene un governo di Bengasi ufficialmente laico, ma finanziato dai wahaabiti sauditi, quanto Tripoli si avvale delle milizie jihadiste di Misurata. Così l’area mesopotamica torna ad apparentarsi con quella libica: gli strumenti, le strategie, gli interessi e i meccanismi messi in atto sono riconducibili a una medesima regia globale?

Che cos'è la trappola Daesh?

Pierre-Jean Luizard
Intervista di Lorenzo Avellino a Pierre-Jean Luizard La…