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Il punto d’arrivo di OGzero, l’elaborazione dei punctum e degli studium che dà vita a un vero e proprio progetto editoriale con materiali inediti. Qui tutti i progetti in corso e quelli già pubblicati. Acquistateli, aiutandoci così a capire che quello che vi raccontiamo vi interessa!

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È campagna elettorale di Erdogan con il sangue curdo

Uiki poco dopo la mezzanotte del 20 novembre annuncia che La #Turchia sta bombardando #Kobanê e diverse altre città del #Rojava con aerei da guerra. Il presidente assassino rivendica le stragi e la volontà di eliminare l’autonomia e le strutture curde

Can Dündar (@candundaradasi), raffinato giornalista turco ha subito commentato la spregiudicata ritorsione premeditata con l’organizzazione dell’attentato di Istanbul con queste parole: «Il fatto che abbiano preso di mira specificamente #Kobanê dopo l’esplosione di #Taksim rivela la direzione dei loro piani».
I raid sono stati portati con F-16 che hanno bombardato scuole, ospedali e abitazioni, causando danni, vittime e i villaggi attorno, dove sono ammassate decine di migliaia di sfollati dai precedenti bombardamenti su Afrin e sulle altre città a maggioranza curda – compiuti durante elezioni precedenti –, subiscono un martellamento centuplicato rispetto a quello quotidiano degli ultimi due mesi (#riseup4rojava). Che il processo di Astana come lo abbiamo più volte descritto stia proseguendo è confermato dalla contemporanea escalation di bombardamenti della zona curda irachena e dai rastrellamenti a opera dei basiji a Mahabad, da parte dell’unico potere iraniano: l’esercito che ha ottenuto il nullaosta ai bombardamenti dal Cremlino con l’accordo sulla fabbrica di droni in territorio russo. Infatti una fonte di Erbil citata dall’agenzia di stampa curdo-irachena “Shafaq” ha riferito che uno degli attacchi ha colpito un campo profughi per rifugiati curdi nei pressi di Baharka.
In un altro mondo sarebbe inaccettabile che, sbugiardata la democratura turca in ogni modo, il piano proceda indisturbato come era stato ordito con la flebile foglia di fico di un attentato organizzato – ora con ancora maggiore evidenza – dai servizi turchi stessi. Ma dall’antrace di Colin Powell in poi non dovremmo più stupirci di queste trappole.

Murat Cinar, amico e complice di OGzero (e ammiratore di Can), aveva riassunto con noi giovedì 17 sulle onde libere e liberate di Radio Blackout il frutto di tutti i suoi interventi di questi giorni in seguito a quella bomba al centro di Taksim:
“Risvolti politici dell’attentato di Istanbul”.