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Il punto d’arrivo di OGzero, l’elaborazione dei punctum e degli studium che dà vita a un vero e proprio progetto editoriale con materiali inediti. Qui tutti i progetti in corso e quelli già pubblicati. Acquistateli, aiutandoci così a capire che quello che vi raccontiamo vi interessa!

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L’autorità dello Stato è pari alla porzione di libertà individuale che ognuno gli delega con la rinunzia, per vivere in pace, a esercitare i corrispondenti diritti collegati a tale libertà

la giustizia borghese funziona, finché l’accordo è unanime… tra loro

Dopo i mandati di cattura di Khan emessi dall’Aja, Israele ricomincia a urlare alla lesa maestà, mentre Hamas ritiene che siano un incitamento a proseguire il genocidio. Quello che si desume in realtà è solo la cancellazione degli orrori perpetrati dal sionismo nei territori palestinesi prima del Sette Ottobre.

Abu Ghraib è impunito, come Falluja… come Gaza, ma anche Jenin, Tulkharem, Zeitun; le stragi per gli eserciti più potenti conducono solo a un mandato d’arresto –difficilmente eseguibile – per lo sterminatore Bibi Netanyahu e il suo gelido ministro della Guerra Yoav Gallant mentre l’esecutore dei massacri Herzi Halevi, capo di stato maggiore, ne esce innocente come un agnellino; come previsto (dall’impianto del Diritto internazionale costruito in Occidente) per par condicio anche alcuni leader di Hamas hanno ricevuto la stessa imputazione per Crimini contro l’umanità, a dimostrazione della medesima natura dei due contendenti. Il problema è che i giudici hanno preso in considerazione solo gli eventi successivi al Sette Ottobre e quindi sottoscrivono già a priori la sentenza di assoluzione per i sionisti, che avrebbero agito in reazione a efferati delitti (degli altri tre coimputati che come nel caso della Jugoslavia, in quanto perdenti, si troveranno da soli alla sbarra), senza prendere in considerazione quelli da loro perpetrati prima del 7 ottobre 2023, per i quali era stata avanzata la denuncia alla corte già nel 2021.
Sono 124 i paesi che hanno aderito al Tribunale internazionale, ma Usa, Russia e Israele non lo hanno ratificato… e difficilmente i paesi complici del genocidio in corso a Gaza arresteranno mai il presidente israeliano, certo: avendo aderito la fantomatica Palestina, i delitti contro l’umanità perpetrati in quel Territorio (ancor più se militarmente occupato da un esercito regolare) vengono perseguiti anche se Tel Aviv non ha ratificato nulla; e anche se, come capita sempre più diffusamente (Wagner, Pasdaran, Brigate sioniste… M23 in Congo), chi perpetra le peggiori nefandezze non risponde a regole di ingaggio – né a ordini – che provengono dalla catena apicale di comando (e così i politici pensano di mettersi al riparo dalla giustizia): Tzahal ha posto i presupposti perché a livello di comandante di brigata si prendesse l’iniziativa di sterminare l’Altro. Come Kappler.

““L’intenzione di distruggere un gruppo per ragioni etniche, razziali, religiose…””.

Fabiana Triburgo ci ha specificato meglio i termini giuridici di questa incriminazione rispetto alla iniziativa del Sudafrica alla Corte di giustizia, che si distingue dai Crimini contro l’umanità per l’intenzione sussistente solo nel primo di «distruggere in tutto o in parte un gruppo etnico, razziale, religioso». Tuttavia, come per i crimini di guerra, le condotte per costituire crimini contro l’umanità rilevanti penalmente devono essere compiute in modo sistemico da parte di una politica di governo o comunque tollerate dalla politica di un governo e non essere atti isolati.

I crimini contro l’umanità non sono però disciplinati da alcuna Convenzione – come invece vale per il genocidio  (Convenzione del 1948) e i crimini di guerra (Convenzioni di Ginevra del 1949 e protocolli addizionali) – ma sono il frutto di una coscienza consuetudinaria a livello internazionale sviluppatasi nel tempo, rivolta in particolare anche alla tutela dei cittadini di quello stesso stato che compie crimini internazionali e non solo – come nel caso dei crimini di guerra – verso la popolazione civile nemica o i militari dell’esercito nemico.

A noi non interessa la persecuzione nemmeno di questi criminali esecrabili, sarebbe forse interessante si potesse contare sulla deterrenza, ma l’Impero si arrocca con la conseguente difesa di alleati potenti e centri di potere indispensabili. Ovvero, un’incriminazione di facciata, che consente piagnistei sionisti e martirio jihadista.
La conclusione di ogni azione di diritto internazionale finora ha visto la persecuzione del perdente… in questo millennio è chiaro che quel ruolo spetta alla sola popolazione civile.

Tutti i regimi (e Stati, stavolta con la maiuscola dello stigma del Leviatano) si macchiano delle peggiori nefandezze in nome di dio, patria e famiglia – sia da una parte che dall’altra.

Forse le corti internazionali funzionerebbero se avessero agio di operare l’esclusione dal consesso sociale dei responsabili di crimini contro l’umanità… o se si innescassero dal basso movimenti di massa capaci di individuare le catene di comando che consentono al potere di perpetrare crimini di guerra e le annientassero senza bisogno di giudici, che itorcerebebro contro di loro il “Diritto”.