Penisola anatolica

Penisola anatolica

Parte della Turchia asiatica, la Penisola anatolica è sempre stata  la culla di numerose civiltà nell’antichità grazie alla sua posizione strategica sulle vie di commercio e di comunicazione, come la Via della Seta. Fulcro geografico e politico dell’Impero Ottomano, fu rivendicata dal movimento nazionalista di Atatürk come il nucleo territoriale nel quale sarebbe rinato lo stato turco, dopo la perdita dei territori europei e mediorientali e di gran parte del dominio insulare. Fra le civiltà che si sono succedute nel controllo della zona, ricordiamo gli Ittiti, i Frigi, i Lidi, i Persiani, i Celti, i Greci, gli armeni, i Romani, i Goti, i curdi, i Bizantini, gli arabi, i turchi selgiuchidi, i Mongoli e i Turchi ottomani. L’Anatolia si estende per 1650 chilometri in longitudine e per 650 in latitudine – un altopiano sui 1.000 metri, in cui si innesta un fascio di catene montuose, a Nord i Monti Pontici e a Sud i Monti del Tauro – ed è circondata su tre lati da Mediterraneo, Egeo, Marmara e Mar Nero.

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Archiviare i rapporti di forza coloniali in questo periodo di nazionalismi esasperati può ricondurre a modelli vecchi di secoli, anziché soddisfare le richieste di emancipazione dei popoli repressi: l'impero ottomano e quello russo tentano di ricreare le antiche sfere di influenza.