Erdoğan

L’equilibrista di Ankara sul filo del conflitto mediorientale

Murat Cinar
Le mosse strategiche nella regione Mena sono diventate più frenetiche…

Il crogiolo caucasico tra i confini fittizi dei vincitori

Gianni Sartori
Dopo il corridoio di Lachin, ora c’è quello di Meghri nel…
©ObiettivoAltrove

G7 - G8 - G20 - G77+1… G8miliardi

Claudio Canal
Le famose bande di ragazzini. C’è quello grande e grosso che…
©OdaTv

L’utile curdo per il regime turco

Murat Cinar
«Apparato operativo dei poteri globali», così la asservita…
Ritorno agli accordi prima delle Primavere

Caro fratello Assad, ti va un panino insieme?!

Murat Cinar
Il 28 dicembre si è svolto a Mosca un vertice a tre con la partecipazione…
L'apertura di una breccia su una nuova epoca mai prevedibile©Lercio

Brecce nei modelli dello status quo

OGzero
Si stanno indubbiamente aprendo brecce nell’equilibrio mondiale…
traffico di armi
Dywizja Zmechanizowana (Kancelaria Premiera)

N. 20 – Polonia e Unione Europea: il segnale non intercettato dell’imminente conflitto in Ucraina

Fabiana Triburgo
I campanelli di allarme che non sono stati ascoltati erano tutti…
la strategia del granoMatyas Rehak / Shutterstock

La strategia del grano

Angelo Ferrari
Sulla scorta della proverbiale definizione di “granaio del…
David di ArmaLite
il gioco delle parti

Il “nuovo” ordine mondiale e il gioco delle parti da Astana a Kyiv

OGzero
Confrontandoci tra complici di “OGzero” sulla complessa situazione…
La posizione di Ankara nel conflitto russo-ucraino

La guerra in Ucraina cambierà le scelte di Ankara?

Murat Cinar
Mar Nero settentrionale con la tatara Crimea; Mar Nero meridionale…

La distribuzione delle armi ai patrioti

OGzero
Non è compito, né obiettivo di OGzero riportare notizie, anche…
Che ci fa la Turchia in Ucraina?Seneline /Shutterstock

Che ci fa la Turchia in Ucraina?

Murat Cinar
Il presidente della repubblica di Turchia, Recep Tayyip Erdoğan,…
Droni Bayraktar Siha turchi venduti all'Ukraina
Tenere fuori dal gioco Washington©Areg Balayan

Stabilizzare Eurasia passando da Erevan

Yurii Colombo
Sembra che ci sia ancora qualche sparuto paese al mondo in cui…
America is back

Il trailer del kolossal hollywoodiano “America is back”

OGzero
«America is back» in Europe, but... Biden torna a proporre…
Private military and security company Sadat

La geopolitica di Sedat Peker. 2: il convitato di pietra al vertice Nato

Murat Cinar
Prosegue la serie di interventi a cura di Murat Cinar sulle videorivelazioni…
Le videorivelazioni di Peker

La geopolitica di Sedat Peker. 1: la vendetta corre sul video

Murat Cinar
Inauguriamo la serie di interventi a cura di Murat Cinar sulle…
il clan al Assad

n. 8 – Siria (III): il clan al-Assad e la Guerra civile

Fabiana Triburgo
Nella serie di articoli dedicati alle rotte mediorientali della…
Gatte da pelare per BidenAlexandros Michailidis

Biden Aggiustatutto: “Can you fix it?”

Murat Cinar
Joseph Robinette Biden Jr., meglio noto come Joe Biden, è il…
Amici e isolatiLeonid Andronov

Lo sceicco e il sultano: amici e isolati

Murat Cinar
Il 26 novembre, nella capitale della Turchia, i due presidenti…
Gli armeni lasciano il Nagorno Karabach

L’influenza russa si estingue nelle case incendiate a Karvachar?

Yurii Colombo
Fantasie occidentali su Astana, droni reali su Stepanakert Tutta…
luna di miele turco-russaNenet

La Siberia tra il Dragone e il Sultano

Yurii Colombo
La luna di miele turco-russa è finita La linea di faglia apertasi…
Segnali di fumo dal Bosforo a Washington

Segnali di fumo dal Bosforo a Washington

Murat Cinar, OGzero
Annusate le possibilità di nuove concessioni con il cambio della…
Batteria di missili S-400 in Turchia© Yuri Tuchkov

Turchia: cosa bolle in pentola con i missili S-400?

Gianni Sartori
Russia e Turchia sono potenze grandi o regionali? A voler trovare…
Nagorno Karabach Artsakhi

Strategie turche in preparazione del conflitto caucasico...

Gianni Sartori
... e considerazioni sull’esasperazione dei nazionalismi in…
Chabar, porto internazionale sul golfo

L’Iran da Astana all’Eurasia

Marina Forti
Massima pressione americana e scenario multilaterale regionale È…

La Somalia abbandonata finisce nella rete del Sultano

Andrea Spinelli Barrile
Il 9 maggio 2020 la Somalia è tornata con forza sulle prime…

L’attivismo di Erdoğan concepito al Cremlino

Murat Cinar
Le strategie parallele russo-turche per l'indipendenza ottomana dagli Usa porta alle intese di Astana per spartirsi energia e controllo sullo scacchiere mediterraneo

La Russia e il Medio Oriente

Mattia Bernardo Bagnoli
Da zar a raiss. La tentazione di esagerare, quando si affronta…

Attivismo turco nel mondo arabo: una partita energetica e strategica

Alberto Negri
All'arabizzazione forzata del Rojava negli intenti di Erdoğan, attivo anche in Libia, si contrappongono le affermazioni di Bashar al Assad, che lo giudica un invasore, forse pensando che il padre Hafiz aveva già operato un'arabizzazione della regione ai danni dei curdi; la spartizione della Siria con la fine del decennio si è completata, mentre due fazioni simili si contendono il potere in quella che era la Libia, di nuovo internazionalizzando la guerra per procura, con precisi appoggi dagli uni o dagli altri. La presenza russa condiziona e indirizza i protagonisti di entrambi i campi libici, come già in Siria. L’accordo intercorso tra Erdoğan e Serraj per spartirsi il petrolio del Mediterraneo e le minime reazioni internazionali a questo abuso dimostrano la dipendenza di ogni nazione dalle risorse dei territori sottoposti a rivolgimenti geopoliticamente strategici, per cui ciascuno si mantiene libero di saltare sul giacimento del vincitore; solo la Grecia ha espulso l’ambasciatore turco, evidenziando la debolezza europea. Ma cosa si può immaginare in trasparenza dietro a questa situazione? in quale contesto dei due paesi si va a inserire? Questo bel cortocircuito che coinvolge l’intero scacchiere mediorientale vede sempre in controluce il profilo di Putin, che spedisce truppe (il famigerato contingente paramilitare Wagner) e smuove alleanze contrapposte. Allargando il campo ai molti motivi di scontro, alleanze e affinità religiose (piegate a fare da foglia di fico per gli interessi geopolitici): se da un lato ci sono i Fratelli Musulmani, che Erdoğan appoggia dovunque, dall’altro lato c’è l’Egitto di Al-Sisi che con un golpe ha cacciato proprio il governo islamista eletto che sostiene un governo di Bengasi ufficialmente laico, ma finanziato dai wahaabiti sauditi, quanto Tripoli si avvale delle milizie jihadiste di Misurata. Così l’area mesopotamica torna ad apparentarsi con quella libica: gli strumenti, le strategie, gli interessi e i meccanismi messi in atto sono riconducibili a una medesima regia globale?