punctum

Il punctum si dà quando i possibili sviluppi geopolitici degli eventi stuzzicano il bisogno di descriverli con testi, analisi, podcast, mappe, immagini, video proposti da OGzero o dalla factory di autori che collaborano con il sito. Assemblati o collegati, i punctum possono costituire embrionalmente l’impalcatura di uno studium.

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Murat Cinar
Le strategie parallele russo-turche per l'indipendenza ottomana dagli Usa porta alle intese di Astana per spartirsi energia e controllo sullo scacchiere mediterraneo
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Mattia Bernardo Bagnoli
Da zar a raiss. La tentazione di esagerare, quando si affronta…
©Marco Gualazzini
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Lorenzo Forlani
La guerra contro la diversità intraislamica: spettacolarizzazione…
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Alberto Negri
«Gli arabi, i nostri vicini, ci hanno pugnalato alle spalle»,…
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Elisa Giunchi
Segmentazione e unificazione tribale periodica nel contesto…
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Angelo Ferrari, Raffaele Masto
Boots on the ground La guerra fredda è un lontano ricordo.…
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Angelo Ferrari, Raffaele Masto
Raffaele Masto, Angelo Ferrari, 2020 Per l’Etiopia…
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Kamal Chomani
The KRG oil policies eventually became curse for the people…
Pozzi petroliferi di Tawke, Kurdistan iracheno occidentale
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Kamal Chomani
Fino al 2005 il nazionalismo curdo traeva fonte d’ispirazione…
Testimoni arrampicati ad assistere alla spartizione del mondo
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Alberto Negri
Ma come avevano reagito gli sceicchi alauiti all’abbraccio…
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Alberto Negri
Questo era il mondo nella Qom dell’imam Musa al-Sadr,…
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Murat Cinar
Mentre il conflitto tra le forze politiche, economiche…
Testimoni arrampicati ad assistere alla spartizione del mondo
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Giovanni Caputo
Forze in campo e alleanze geopolitiche: combattenti o terroristi? Daesh…
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Kamal Chomani
Totalitarismo, democrazia e federalismo  In…
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Alberto Negri
All'arabizzazione forzata del Rojava negli intenti di Erdoğan, attivo anche in Libia, si contrappongono le affermazioni di Bashar al Assad, che lo giudica un invasore, forse pensando che il padre Hafiz aveva già operato un'arabizzazione della regione ai danni dei curdi; la spartizione della Siria con la fine del decennio si è completata, mentre due fazioni simili si contendono il potere in quella che era la Libia, di nuovo internazionalizzando la guerra per procura, con precisi appoggi dagli uni o dagli altri. La presenza russa condiziona e indirizza i protagonisti di entrambi i campi libici, come già in Siria. L’accordo intercorso tra Erdoğan e Serraj per spartirsi il petrolio del Mediterraneo e le minime reazioni internazionali a questo abuso dimostrano la dipendenza di ogni nazione dalle risorse dei territori sottoposti a rivolgimenti geopoliticamente strategici, per cui ciascuno si mantiene libero di saltare sul giacimento del vincitore; solo la Grecia ha espulso l’ambasciatore turco, evidenziando la debolezza europea. Ma cosa si può immaginare in trasparenza dietro a questa situazione? in quale contesto dei due paesi si va a inserire? Questo bel cortocircuito che coinvolge l’intero scacchiere mediorientale vede sempre in controluce il profilo di Putin, che spedisce truppe (il famigerato contingente paramilitare Wagner) e smuove alleanze contrapposte. Allargando il campo ai molti motivi di scontro, alleanze e affinità religiose (piegate a fare da foglia di fico per gli interessi geopolitici): se da un lato ci sono i Fratelli Musulmani, che Erdoğan appoggia dovunque, dall’altro lato c’è l’Egitto di Al-Sisi che con un golpe ha cacciato proprio il governo islamista eletto che sostiene un governo di Bengasi ufficialmente laico, ma finanziato dai wahaabiti sauditi, quanto Tripoli si avvale delle milizie jihadiste di Misurata. Così l’area mesopotamica torna ad apparentarsi con quella libica: gli strumenti, le strategie, gli interessi e i meccanismi messi in atto sono riconducibili a una medesima regia globale?
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Pierre-Jean Luizard
Intervista di Lorenzo Avellino a Pierre-Jean Luizard La…
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Pierre-Jean Luizard
Le primavere arabe (e l’occupazione americana dell’Iraq)…